Da sinistra: il sindaco di Niscemi dott. Giovanni Di Martino, il Presidente dell'A.N.A.P.S. Antonino Magrì, il prof. Salvatore Buscemi, la sig.ra Lorena Mangiapane, il prof. Salvatore Camilleri. Seduti: Giuseppe Ferrato e Giuseppe Incarbone.
UN INCONTRO CON L’AUTORE
Nello spirito dell’interscambio culturale, che da sempre sostiene e che è proprio dell’A.N.A.P.S., e nell’attuazione della mobilità dei soci nelle diverse località in cui l’Associazione è presente con le sue Delegazioni, una serata culturale particolarmente interessante e piacevole si è svolta, domenica 31 ottobre 2010, presso la sala conferenze della sede nazionale dell’Associazione, in via Teatro Massimo 17 a Catania. In quell’occasione è stato presentato al numeroso e qualificato pubblico presente il libro “La storia trascurata”, ultima fatica letteraria del socio e scrittore niscemese prof. Salvatore Buscemi. A organizzare l’evento è stato il socio A.N.A.P.S., Giuseppe Incarbone, legato all’autore del volume da vincoli di fraterna e sincera amicizia. A fare da eccellente padrone di casa è stato il Presidente Nazionale dell’ A.N.A.P.S., Antonino Magrì, che ha porto un caloroso saluto allo scrittore Salvatore Buscemi, agli ospiti niscemesi che lo accompagnavano (fra cui anche il sindaco della cittadina nissena, Giovanni Di Martino) e al pubblico presente in sala. A introdurre l’argomento, è stato il professore Salvatore Camilleri, il quale - con la nota verve e con la chiarezza ed eleganza di linguaggio che lo contraddistinguono – ha tratteggiato i continui flussi migratori dei primi popoli, spinti a cercare sempre nuovi siti che fossero vicini a corsi d’acqua, che è l’elemento essenziale alla vita dell’uomo. L’intervento di Buscemi si è innescato sulla relazione di Cammilleri. L’autore de “La storia trascurata” ha parlato soprattutto del fenomeno dell’emigrazione italiana, e siciliana in particolare, a partire dal Medioevo fino ai nostri giorni, analizzando le diverse cause e le motivazioni profonde che lo hanno determinato e denunciando i colpevoli silenzi che spesso hanno accompagnato questa lunga emorragia di nostri connazionali. “Si tratta – ha affermato Salvatore Buscemi – di una storia trascurata, assente dai libri di testo delle nostre scuole e sconosciuta dalla maggioranza degli italiani. Una storia fatta di strappi affettivi, di grandi drammi familiari, di solitudine e di stenti; una storia che, purtroppo, continua ancora ai giorni d’oggi”.
Il libro di Buscemi, di facile e agevole lettura, coniuga ricerca storica e analisi sociologica, costume sociale e cinema, con numerosi richiami alla letteratura e alla filmografia che hanno trattato l’argomento. .
L’incontro con l’autore, condotto e moderato dal giornalista Salvatore Federico, è stato allietato da una serie di canti popolari in dialetto siciliano sul tema trattato dal libro, interpretati dal cantautore Pino Ferrato, che si accompagnava con la chitarra. Ferrato è un attore del Gruppo Teatro Ricerca di Niscemi, che ha portato sulle scene numerose commedie brillanti in vernacolo, scritte da don Giuseppe Giugno. Alla piacevole esibizione canora e musicale di Ferrato, si è aggiunta la fine dizione di Lorena Mangiapane (anch’essa componente del Gruppo Teatro Ricerca), che ha letto poesie e brani in prosa tratti dal volume di Buscemi.
Al dibattito che è seguito, ha dato un contributo di rilievo il dottor Giuseppe Incarbone, che ha fornito all’autore una documentazione giornalistica del 1948 sulle tratte di bambini emigrati, operate da losche associazioni criminali.
“Una serata davvero interessante per i temi trattati – ha commentato il sindaco Giovanni Di Martino -, volata via senza accorgercene, grazie anche ai piacevoli intermezzi musicali e letterari abilmente intercalati”.
Salvatore Federico